La programmazione didattica è un periodico e sistematico lavoro collegiale, diretto a definire traguardi e percorsi che i docenti e alunni dovranno compiere. Le finalità educative (sintetizzate nell’elaborato del POF) orientano le programmazioni didattiche, identificando una direzione generale verso cui procedere. Tale direzione è determinata anche dalle indicazioni nazionali definite nelle Indicazioni per il curricolo del 2007 (Miur 2007) e negli Assi culturali (Miur 2007). 

La programmazione didattica può orientarsi secondo due direzioni:

  1. una prima direzione è quella della programmazione didattica dell’individualizzazione, affinché la didattica diventi un autentico strumento di promozione democratica per fornire a tutti i giovani gli strumenti intellettuali indispensabili per una cittadinanza attiva;
  2. una seconda direzione è quella della programmazione didattica personalizzata, orientata prevalentemente al raggiungimento di obbiettivi di apprendimento differenziati per ciascun alunno, spostata fortemente su diritto alla diversità.

In questo articolo tratterò del primo orientamento. 

Che cosa s’intende per didattica dell’individualizzazione? E quali sono le prassi, le metodologie per  progettare l’individualizzazione nella scuola?

L’approccio dell’individualizzazione prevede che la scuola adegui l’insegnamento alle differenze di ciascun alunno, in vista del raggiungimento di competenze ritenute irrinunciabili per tutti, assumendo come punto di riferimento gli obbiettivi didattici condivisi nei documenti nazionali del MIur, che rappresentano un riferimento per gli insegnanti e aiutano a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’alunno. Alla base c’è l’idea che tutti sono capaci di acquisire le competenze fondamentali del curricolo, a patto che vengano offerti tempi e metodologie didattiche adeguati a ciascun alunno, rispettandone le diverse attitudini, motivazioni e tempi di apprendimento. Pertanto, in tale prassi didattica c’è sia la preoccupazione per garantire agli alunni il diritto all’uguaglianza (garantire il raggiungimento di competenze ritenute irrinunciabili per tutti), sia il diritto alla diversità (delle caratteristiche e dei bisogni di ciascun alunno). 

L’approccio dell’individualizzazione sposta sulla scuola la principale responsabilità del successo di uno studente e comporta il rifiuto dell’idea di considerare le caratteristiche in ingresso degli studenti come variabili indipendenti, che determineranno quindi il successo/insuccesso scolastico dell’alunno. 

Quali strategie utilizzare in classe per realizzare l’individualizzazione?

La strategia dell’individualizzazione per eccellenza è il mastery learning elaborato da un gruppo di ricercatori americani alla fine degli anni sessanta, in particolare Benjamin S. Bloom. La metodologia si fonda sull’ipotesi che “tutti gli studenti possono raggiungere la padronanza cognitiva di apprendimenti considerati fondamentali a partire da una proposta didattica adeguata alle caratteristiche individuali e ai tempi di apprendimento di ciascuno.” I programmi di mastery learning, danno voce da un lato, all’utopia di una scuola democratica, e dall’altro è una concreta opportunità didattica per progettare e organizzare interventi educativi. 

Per semplificare, prenderò qui in considerazione solo due delle idee di fondo di questa strategia, considerata da Bloom idee-guida irrinunciabili per tutti coloro che intendano realizzare l’individualizzazione a scuola: 

  1. utilizzo frequente e sistematico della valutazione formativa, pratiche valutative atte a diagnosticare le difficoltà dell’allievo;
  2. la chiarezza degli obbiettivi e la coerenza dell’insegnante nel progettare l’intervento.

Quali sono le fasi fondamentali per realizzare una programmazione didattica di tipo individualizzato che si ispiri al mastery learning e che sia concretamente realizzabile?

  • la strategia dell’unità didattica, UD
  • la diagnosi in ingresso come punto di partenza (è un supporto metodologico per la realizzazione di strategie di insegnamento individualizzato)
  • formulazione degli obbiettivi didattici (è una didattica orientata al raggiungimento di obbiettivi)
  • la definizione dei mezzi (al fine di un utilizzo consapevole di metodologie didattiche, è fondamentale che l’insegnante faccia riferimento agli stili di apprendimento degli alunni)
  • valutazione in itinere (affinchè gli insegnanti possano attivare tempestivamente gli interventi compensativi che considerano più opportuni)
  • la valutazione sommativa (valutazione che si pone al termine dell’unità didattica come bilancio degli apprendimenti conseguiti)

La seconda direzione di programmazione della didattica, è la personalizzazione.

Che sono s’intende per didattica personalizzata? E quali differenze rispetto alla didattica individualizzata?

La didattica personalizzata è rivolta a valorizzare i talenti naturali degli alunni, promuovendo una cultura del rispetto e della valorizzazione delle differenze individuali. Questo tipo di progettazione non fa riferimento alle strategie metodologiche dell’unità didattica, che caratterizzano la didattica individualizzata. Si fa riferimento invece, al progetto didattico, da avviare a partire da un’osservazione attenta degli interessi degli alunni. Il progetto didattico prevede uno stile di insegnamento profondamente diverso da quello utilizzato in un percorso individualizzato. Si prediligono modalità di apprendimento per costruzione e scoperta, lo stile d’insegnamento non è direttivo e la dimensione del gruppo costituisce un elemento fondamentale nella didattica personalizzata. 

Il modello per progetti didattici (didattica personalizzata): ha un taglio ermeneutico e costruttivista. È una procedura didattica che persegue lo sviluppo di strategie di processo cognitivo qualificanti l’apprendimento. Si propone principalmente di salvaguardare il principio della diversità e valorizzare le esigenze individuali.

Il modello per unità didattiche (didattica individualizzata): si rifà al comportamentismo, ha un taglio oggettivista e razionale. L’apprendimento si svolge in forma astratta e decontestualizzata. E’ una procedura didattica incentrata sulla strutturazione di unità di apprendimento mirate a fare acquisire un dato sapere. Si propone principalmente di salvaguardare il principio dell’uguaglianza della conoscenza: portare tutti alla stessa meta. 

E voi, quale tra i due modelli di progettazione didattica preferite? 

Programmazione didattica individualizzata
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Chiara Picchietti

Pedagogista e specialista DSA

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